IL CONTESTO DI RIFERIMENTO

La città di Chioggia è situata all’estremità meridionale della laguna veneta, in prossimità delle foci del Brenta e dell’Adige. La sua posizione geografica è marginale ai sistemi insediativi di Venezia-Padova-Treviso e del Basso Polesine, tuttavia è un porto baricentrico alla più vasta area del Nord-Est (Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige) che ha conosciuto, negli ultimi 15 anni, un forte trend positivo sotto il profilo produttivo ed occupazionale, con una capacità a relazionarsi nel mercato europeo e internazionale senza precedenti. Si tratta di un'area la cui superficie è pari a circa il 20% del territorio nazionale e al 18% della popolazione, caratterizzata da una prevalenza delle esportazioni sulle importazioni. Il bacino di riferimento pertanto, di cui il porto di Chioggia si candida ad essere un interlocutorie credibile, è particolarmente importante. Chioggia ha acquisito un ruolo significativo nel contesto dei porti dell'Alto Adriatico a partire dagli anni '70 pur contando, sin ora, solo sulle banchine di Isola Saloni, caratterizzate oltre che da evidenti carenze dimensionali, anche da limiti di accessibilità. Ciò tuttavia, negli ultimi 20 anni il volume di traffico si è mantenuto sistematicamente al di sopra del milione di tonnellate/anno, avvicinandosi in taluni anni ai due milioni. I dati annuali presentano significative oscillazioni, dovute alla natura dei traffici serviti, ma evidenziano un trend di crescita positivo nonostante limiti infrastrutturali del porto a fronte dell’evoluzione del mercato dei trasporti. La revisione del Piano Regolatore del Porto di Chioggia, nasce dalla necessità di ridefinire gli spazi per lo svolgimento dell'attività portuale nelle sue diverse componenti (pesca d'altura e relativo mercato ittico, porto commerciale, porto passeggeri, porto fluviale) ridisegnando, conseguentemente, l’assetto della rete viaria, gli ambiti operativi portuali scoperti e quelli coperti, le aree adibite a insediamenti produttivi connessi all’attività portuale, le aree a parcheggio e i servizi per la sosta. I previsti incrementi dell'attività portuale fanno riferimento infatti ai seguenti elementi di valutazione:

1. la positiva evoluzione del contesto economico di riferimento (bacino padano);

2. la rilevanza delle piattaforme logistiche (interporti) poste alle spalle di Chioggia (Padova, Verona, Rovigo) con le quali sviluppare le opportune sinergie;

3. l'interesse comunitario per lo sviluppo dei servizi di navigazione a corto raggio;

4. il forte incremento dei flussi tra Europa e Far East che affidano al Mediterraneo (e all'Adriatico) un vantaggio competitivo rispetto ai porti del nord-Europa.

Il porto di Chioggia è inoltre collocato nelle immediate vicinanze della bocca di porto che, nella prospettiva dello sviluppo dei percorsi di navigazione di corto raggio e con la prevista entrata in servizio di navi veloci per passeggeri, rappresenta un fattore che può affidare a questa realtà un ruolo rilevante nel panorama della portualità adriatica.
TERMINALE DEL CORRIDOIO ADRIATICO

Chioggia è collocata in un punto che può essere definito terminale del “corridoio adriatico”. Questa realtà sembra presentare infatti una particolare propensione ad ospitare il traffico Ro-Ro, esaltando la sua caratteristica vocazionale ad essere una infrastruttura di trasporto plurimodale, lato terra direttamente connessa con la viabilità di grande comunicazione e con la rete ferroviaria e, lato mare, accessibile con tempi di navigazione estremamente ridotti dalla vicina bocca di porto. Tale prospettiva, per essere affermata, necessita di adeguare le banchine portuali di adeguati spazi alle spalle e contemporaneamente di attrezzare il porto con un’adeguata rete di telecomunicazioni. Il presupposto del cabotaggio è infatti l’informazione, per cui fondamentale risulta la messa a punto, in Val da Rio, di una nuova infrastruttura di rete telematica in grado di interfacciare gli operatori e l’area portuale con gli altri principali terminali di riferimento sia lato acqua che lato terra. Un ruolo nel corridoio adriatico che risulterà rafforzato con la realizzazione dei seguenti interventi:

1. Nuova Romea con realizzazione di un itinerario a 4 corsie;

2. Completamento della Strada Provinciale dei Vivai mediante circonvallazione del centro di Piove di Sacco;

3. Collegamento della nuova SS 10 per Monselice-Legnano-Verona-Mantova con la SP Monselice-Mare, ovvero la realizzazione di un nuovo asse Est-Ovest;

4. Completamento della Transpolesana;

Si verrà così a determinare uno schema infrastrutturale a pettine poggiato su un asse centrale costituito dalla Nuova Romea con la funzione di alleggerire la SS 309 dai traffici di attraversamento.
Scarica il nuovo studio di fattibilità urbanistico di Isola Saloni (13.4 Mb)
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